Corteo Storico 2009

Revisione e stesura del Codice Catenato.

Il 27 marzo 1379, la città di Asti fece solenne atto di dedizione a Gian Galeazzo Visconti , signore di Milano e conte di Virtù. Il 29 marzo, il Visconti riunì nuovamente il consiglio comunale affinché il Podesta’ Luterio de’ Rusconi proponesse la riforma degli statuti locali.

Tra le varie proposte, fu accolta quella di Gasparone Alione, nobile mercante del Borgo di Santa Maria Nuova, rappresentante della Società del Popolo e uno dei quattro sindaci della città : egli propose di eleggere una speciale commissione di undici legislatori incaricati nella stesura dei nuovi Statuti. Dopo circa due anni la commissione, composta da tre dottori in legge, tre nobili “de hospicio” , tre nobili del popolo e due notai giunse alla revisione completa degli antichi codici allora in vigore. Il nuovo testo inviato a Milano e modificato dai consiglieri di Gian Galeazzo fu approvato il 17 marzo 1381, con lettera indirizzata al podestà di Asti, con l’ordine di iniziarne la trascrizione. Le prime venti collazioni furono terminate dopo poco tempo e sicuramente la maggior parte del testo avvenne entro il 1386. Gli Statuti di Asti che comprendono norme di diritto amministrativo, civile e penale sono raccolti in un volume membranaceo di cm 35 X 26 con legatura in legno e cuoio e ornata di borchie in ottone. La parte anteriore della legatura presenta una catena in ferro a cui il Codice era fissato ad un leggio per la consultazione ma in modo che non potesse essere asportato. Per questa caratteristica il libro era conosciuto come Codice Catenato.

Nel corteo storico si è voluto rappresentare quest’importante momento per la città di Asti. Le norme del Codice Catenato rispecchiano l’immagine di una città di mercanti ed imprenditori che occupò il posto dell’antica nobiltà feudale decaduta e spesso di origine straniera, anche se sancirono il passaggio dalla libertà comunale a quella della Signoria, con conseguente declino della prosperità economica di Asti.

Sono rappresentati il duca Gian Galeazzo con i propri consiglieri, il podestà ed i quattro sindaci della città, oltre agli undici legislatori ed i rappresentanti della Società del Popolo e dei Nobili.

Bibliografia:

  • Ludovico Vergano, Storia di Asti, Parte III, Gribaudo Editore, Asti 1990, pag 48
  • Natale Ferro, Elio Arleri, Osvaldo Campassi, Codice Catenato, Statuti di Asti, Quaderni de Il Platano, Asti 1885, pag III – XV